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Perché sto costruendo un Homelab nel 2026

Dalle tapparelle smart a un server completo — come il mio percorso nella smart home mi ha portato a superare i limiti di un mini PC e pianificare un vero homelab.

homelab introduzione smart-home
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Questa storia non inizia con un rack server o uno schema di rete. Inizia nel 2021, con un paio di tapparelle manuali e un appartamento nuovo.

Dove Tutto è Cominciato

Quando ho comprato il mio appartamento nel 2021, aveva ancora le vecchie tapparelle a filo — quelle che tiri su con la cinghia. Ho deciso di sostituirle con tapparelle elettriche, usando componentistica BTicino e Apple HomeKit come piattaforma di controllo. Quello è stato il mio primo dispositivo smart. E l’inizio di tutto.

Da quel momento, l’effetto valanga è stato inevitabile. Ho messo un’Alexa in ogni stanza. Poi ho sostituito tutti gli interruttori delle luci con interruttori smart BTicino. Poi sono arrivate le valvole termostatiche per i termosifoni. E un Broadlink RM4 Mini per controllare la TV della camera e i condizionatori — dispositivi che di smart non avevano nulla.

La casa diventava sempre più intelligente, ma la complessità cresceva in fretta.

Il Muro di HomeKit

Man mano che aggiungevo dispositivi, ho iniziato a scontrarmi con i limiti. Ho diversi dispositivi Samsung che non funzionano granché bene con HomeKit. Le automazioni erano macchinose, le integrazioni fragili, e passavo più tempo a trovare workaround che a godermi il sistema.

Nel 2022, un amico mi ha suggerito qualcosa che ha cambiato tutto: “Prenditi un mini PC, installa Linux e fai girare Home Assistant.”

Detto, fatto. Ho preso un piccolo mini PC, l’ho configurato come server Linux e ho installato Home Assistant. Me ne sono innamorato subito. Funzionava tutto. Ogni dispositivo, ogni protocollo, ogni integrazione strana — Home Assistant gestiva tutto. Ho continuato ad arricchire il setup, aggiungendo automazioni, dashboard, sempre più controllo.

Oltre la Smart Home

Nell’ultimo anno, il server ha iniziato a fare molto di più che solo Home Assistant. Ho cominciato ad esplorare:

  • Pi-hole — ad blocking a livello di rete e gestione DNS
  • Beszel — monitoraggio e osservabilità dei servizi
  • Authentik — gestione identità e accessi

Stavo imparando una quantità incredibile di cose — networking, amministrazione Linux, Docker, reverse proxy, DNS. Ogni nuovo servizio mi insegnava qualcosa di nuovo.

Il Limite Fisico

Ma è qui che la realtà mi ha raggiunto. Quel piccolo mini PC, quello che era partito come una semplice macchina per Home Assistant, ora faceva girare una dozzina di servizi. La CPU era sempre al massimo, la RAM costantemente al limite, e lo storage era un gioco di equilibri continuo.

Avevo raggiunto il limite fisico del mio hardware.

La Filosofia “Zero to Lab”

Ed è qui che entra in gioco questo progetto. Il nome dice tutto — parto da zero per costruire un vero homelab come si deve. Basta spremere servizi su una macchina sottodimensionata. Questa volta si fa sul serio: hardware dedicato, rete progettata, spazio per crescere.

Ogni decisione sarà documentata, ogni errore sarà condiviso, e ogni lezione appresa diventerà un post su questo blog.

Cosa Arriva Prossimamente

Nei prossimi post, tratterò:

  • Il mio setup attuale — cosa gira su quel mini PC oggi, e perché non basta più
  • La smart home da cui è partito tutto — uno sguardo più approfondito su ogni dispositivo, integrazione e automazione che mi ha portato fin qui
  • Selezione hardware — il processo di ricerca e le scelte finali per il nuovo lab
  • Pianificazione della rete — progettare una topologia di rete adeguata
  • Il primo avvio — installazione e configurazione dell’hypervisor

Il viaggio da un paio di tapparelle elettriche a un homelab completo continua. Restate sintonizzati.